Informazioni generali

Il monumento fu eretto nel 1951 su progetto dell'architetto Mario Bacciocchi.
Posto a 140 metri sul livello del mare proprio sul punto più alto del Colle di Medea. Si erge ad una distanza di circa 17 chilometri da Gorizia e 13 dalla città stellata di Palmanova. Il piazzale misura 100 metri per 50. L'opera si eleva al di sopra di una muraglia di pietra carsica a "opus incertum".

17 maggio 2014: Cerimonia di deposizione delle terre conflitto Prima Guerra Mondiale

Programma:
Ore 11.15 ritrovo piazzale Ara Pacis Mundi
Ore 11.30 Alzabandiera
Deposizione corone
Inno alla gioia (Inno Europeo)
Coro A.N.A. “Ardito Desio” - Palmanova
Signore delle Cime
Coro Sv.Anton/Sant’antonio da Kobarid/Caporetto
Allocuzioni ufficiali
Amici miei (Amazing grace)
Coro A.N.A. “Ardito Desio” - Palmanova
Ich hat einen kameraden
Coro Sv.Anton/Sant’antonio da Kobarid/Caporetto

Programma della Cerimonia;

Perchè questa Cerimonia: presentazione del Sindaco Alberto Bergamin.

A partire da quest'anno il nostro Paese e, in particolare, il Friuli Venezia Giulia, il Veneto ed il Trentino Alto Adige, ricorderanno l'anniversario della Prima Guerra Mondiale e, quindi, le tragiche vicende che hanno coinvolto le nostre terre, dove popolazioni che avevano convissuto per secoli assieme si sono scontrate in drammatici conflitti causando centinaia di migliaia di vittime. A mio giudizio, peraltro, la commemorazione dei cent'anni della Grande Guerra deve essere l'occasione per aprire una grande stagione di riflessione sulle contraddizioni dell'uomo, sulla realtà dei conflitti tra i popoli e sulla sempre attuale verità che l'uomo non è capace di risolvere tali conflitti se non con la violenza e lo scontro armato. Ciò valeva ieri e vale oggi. Anche e soprattutto per i cittadini di questa regione e di questa parte d'Italia che più di altri hanno vissuto sulla loro pelle l'enorme lutto e sofferenza che quei tragici fatti hanno comportato.
Anche in questa ricorrenza, qualcosa di importante da dire ce l'ha sicuramente il Monumento nazionale Ara Pacis Mundi di Medea. Un altare eretto per la pace; un sepolcro che, simbolicamente, con le zolle di terra che sono custodite nell’Urna, raccoglie la memoria dei caduti e dei dispersi sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale di nazioni, di razze e di fedi diverse ed intende riscattare la sconfitta delle guerre attraverso la grande speranza degli uomini di tutto il mondo, che credono nella risoluzione pacifica  dei conflitti.
Oltre 50 anni sono trascorsi da quando la Grande Urna è arrivata a Medea, partendo dall'Altare della Patria di Roma.
Mille e più sono state le cerimonie svoltesi nei cimiteri di guerra italiani e stranieri, nei capoluoghi di regione e di provincia, a Roma sull'Altare della Patria e, infine, sul nostro Colle, per realizzare l'iniziativa dell'Ara Pacis Mundi.
Pur nelle difficoltà che un piccolo Comune come il nostro è costretto ad affrontare, forte è stato l'impegno dell’Amministrazione Comunale per realizzare un qualificato programma di valorizzazione del Monumento.
In questi ultimi anni, in particolare, sono state avviate numerose iniziative che hanno fatto “vivere” l’Ara Pacis Mundi e rafforzato il legame tra la gente, soprattutto i giovani, e i valori in essa racchiusi.
Tra queste, d'intesa con il Ministero della Difesa – Onorcaduti, la costruzione, sotto il pavimento della Grande Urna, dell’ Ipogeo destinato all’accoglienza di altre piccole Urne contenenti le terre raccolte nei cimiteri di guerra dei Paesi che, dal dopoguerra ad oggi, sono stati teatro di conflitti accogliendo così anche le zolle di terra dei cimiteri che sono diventati il tragico seguito dei nuovi conflitti scoppiati in Europa e nel mondo fino ai giorni nostri.
Con questo spirito, il 17 maggio 2009, abbiamo inaugurato l'Ipogeo con la cerimonia di deposizione delle zolle di terra delle Foibe raccolte in Slovenia, Croazia e sul Carso dove sono stati uccisi tanti nostri connazionali alla fine della seconda guerra mondiale.
E ancora, il 5 settembre 2010, d’intesa con l’Arma dei Carabinieri, abbiamo onorato i caduti nelle missioni di pace in Afghanistan ed in Irak deponendo nell’Ipogeo le zolle di terra portate da Nassiriya da un carabiniere nostro compaesano rimasto ferito nel tragico attentato che costò la vita a tanti suoi commilitoni e quelle portate da Herat da un altro carabiniere di Medea di ritorno da una delle sue numerose missioni in Afghanistan. Il 5 marzo scorso, da ultimo, sono state portate nell'Ipogeo le Terre del Libano con una cerimonia che ha visto la partecipazione della Brigata “Pozzuolo del Friuli” di Gorizia che, il 31 dicembre 2013, aveva concluso l'Operazione Leonte 14 che dal mese di maggio la vedeva nuovamente impegnata in Libano nella missione UNIFIL.
Si è realizzato, così, quel collegamento ideale con le terre dei cimiteri di guerra italiani e stranieri già presenti sull’Ara Pacis Mundi rilanciando l’idea di una pace veramente durevole, fondata sul riconoscimento di una fraternità non formale e sulla giustizia.
E' il segno di pietà che Medea e l'Ara Pacis Mundi ha inteso porgere ai Martiri delle nostre terre e della nostra storia recente.
Con lo stesso spirito e le stesse motivazioni, sabato 17 maggio 2014, all’Ara Pacis Mundi, uniremo in un ideale, commosso ricordo, i Caduti nel primo conflitto mondiale che immolarono le proprie vite indossando la divisa italiana ed austro-ungarica depositando nell'Ipogeo le terre raccolte nei luoghi dove si combatterono le principali battaglie della Prima Guerra Mondiale.
E' soprattutto in queste nostre terre, infatti, che le famiglie hanno vissuto dramma nel dramma, lacerazione nella lacerazione, con componenti della stessa famiglia che avevano scelto di imbracciare un moschetto italiano contro l'Austria-Ungheria ed altri che fecero l'opposto, perciò l'un contro l'altro armati.
Una tragedia che va conosciuta perchè mai più abbia a ripetersi, convinti come siamo che anche promuovendone la conoscenza, soprattutto tra i giovani e nelle scuole, si possa seminare e far germogliare la pianta della reciproca conoscenza, della tolleranza, della comprensione, dell'uso del dialogo per comporre gli interessi tra le nazioni e le rispettive comunità.
A questa iniziativa,nella quale è stato coinvolto il Commissariato Generale “Onorcatudi”, hanno dato la loro convinta ed entusiasta adesione, assicurando piena collaborazione nel reperimento delle zolle di terra dei cimiteri di guerra presenti nei Paesi facenti parte dell' ex Impero ED IN PARTICOLARE DI QUELLI DELLA GALIZIA, l'ing. Otto Jaus, Direttore dell' Osterreichisches Schwarzes Kreuz (O.S.K.) di Vienna ed il prof. Dieter Winkler del Comitato di Presidenza del O.S.K., unitamente alla locale Associazione “Amici della Croce Nera Austriaca”. Insieme abbiamo infatti avvertito il dovere di mantenere la memoria di tutti i caduti nell'auspicio che questa testimonianza indichi alla generazioni future che solo il consolidamento della Pace può evitare che si ripetano simili tragedie.

 

5 marzo 2014: Cerimonia di deposizione della terra del Libano

 Programma:
 ore 11.00 Ritrovo sul piazzale dell' Ara Pacis Mundi
 ore 11.10  Alzabandiera
 ore 11.15 Ara Pacis Mundi – Omaggio ai Caduti e deposizione corone
 ore 11.20 Indirizzi di saluto
 ore 12.00 Ipogeo - Deposizione della Terra del Libano

Scarica il programma - e il discorso del Sindaco

Medea, 6 agosto 2013. Minuto di silenzio nell'anniversario di Hiroshima.

Un minuto di raccoglimento chiesto alle 8.15 in punto, esattamente a 68 anni di distanza dallo sgancio della bomba atomica su Hiroshima, ha rappresentato il momento saliente, davanti all'urna dell’Ara Pacis sul colle di Medea, della manifestazione "Pace in Bici". Si è trattato di una pedalata solidale per un mondo libero da armi nucleari, che ogni anno l'associazione "Beati i costruttori di pace" organizza dal 6 al 9 agosto, i giorni di Hiroshima e Nagasaki, insieme agli Amici della bicicletta e con il coordinamento del Crelp del FVG. Il tutto per sensibilizzare le popolazioni e rafforzare i contatti con associazioni ed enti locali interessati ad impegnarsi per il disarmo, coinvolgendo gli amministratori delle Comunità locali e promuovendo l'adesione alla più grande associazione mondiale di “Sindaci per la pace” (Mayors for Peace), coordinata dal Sindaco di Hiroshima.

Quest'anno, per la sua quinta edizione, la pedalata è partita da Cormons e ha raggiunto l'Ara Pacis, dove nella prima mattinata del 6 agosto, a salutare i ciclisti, si sono raccolti una decina di sindaci e altri amministratori dell’Isontino, la Provincia di Gorizia, rappresentata dall'assessore Federico Portelli, e la Regione FVG con il consigliere regionale Ilaria Dal Zovo, insieme a rappresentanti di varie associazioni e non solo.

Alla manifestazione ha partecipato anche il famoso musicista Alessandro Simonetto, che ha regalato un'emozione in più ai presenti, proponendo un interludio per violino dal titolo "Ara Pacis Mundi Medea for peace", che rimarrà colonna sonora musicale dell’Ara Pacis.

Inaugurazione dell'anno accademico del Collegio del Mondo Unito di Duino Aurisina a Medea

Il Collegio del Mondo unito dell’Adriatico di Duino ha scelto Medea per inaugurare l’anno accademico 2012-2013 e celebrare il 30° di vita. Lo ha fatto con una cerimonia svoltasi dinanzi al monumento dell’Ara Pacis Mundi. Gli allievi, provenienti da 89 Paesi di ogni continente, sono sfilati con le loro bandiere e con i loro costumi tradizionali, tra musica e canti. Riflessioni sul valore della pace sono state portate da studenti delle aree del mondo in conflitto: Israele e Palestina, Gran Bretagna e Argentina, Stati Uniti e Iran. All'inaugurazione dell'Anno accademico erano presenti il Prefetto di Gorizia Maria Augusta Marrosu, il Sindaco di Medea Alberto Bergamin, il Presidente del Collegio ambasciatore Gianfranco Facco Bonetti, il Rettore Michael Price e l’assessore regionale Roberto Molinaro. E’ stato il Sindaco Bergamin ad accogliere la comunità del Collegio del Mondo Unito  e ad aprire ufficialmente la cerimonia dicendo tra l'altro «La consacrazione vera dello spirito dell’Ara Pacis Mundi si manifesta in giornate come queste. L'ara Pacis Mundi è un luogo di pace il cui messaggio deve essere quello della fratellanza universale e del ripudio di tutte le guerre. La presenza di tanti giovani di diversa nazionalità con le loro bandiere esprimono al meglio l’amicizia e la convivenza che deve esistere tra persone di radici e cultura diverse». Sono seguiti gli interventi del rettore Price, dell’assessore Molinaro, dell’ambasciatore Bonetti e del prefetto Marrosu. L'assessore Molinaro ha in particolare sottolineato come «gli ideali e lo spirito che hanno animato trent'anni fa i promotori del Collegio del Mondo Unito dell'Adriatico di Duino sono sempre vivi e attuali: in una regione in cui ancora non erano rimarginate le ferite di due tragici conflitti mondiali, la fondazione del Collegio ha significato la capacità concreta di "andare oltre", di indicare per il Friuli Venezia Giulia un ruolo internazionale in grado di anticipare il crollo del Muro di Berlino, l'allargamento dell'Unione europea e la caduta dei confini».